Carola Bonfili – Multiverse Tree

Carola Bonfili riproduce l’esatta copia dell’ ulivo che si trova sul bordo di un laghetto e la posiziona in modo perfettamente speculare rispetto all’originale, dalla parte opposta dello specchio d’acqua: due alberi identici, di cui uno appare il simulacro dell’altro.

Multiverse Tree is a new work by Carola Bonfili, a cement sculpture that duplicates an ancient dead olive tree which stands on the bank of a small lake in an old farmhouse in Puglia, Italy.

Hollow

 

Come molti sanno Bjork  nell’ultimo album ha fatto degli esperimenti fra la musica e le nuove tecnologie biomediche, rappresentazioni tridimensionali di DNA, proteine, mescolate al ritmio (bioritmo) e altre diavolerie. Ne ha tirato fuori un app, delle basi musicali e un video. Quello che stupisce sempre, di Bjork, è la sensibilità  visiva dietro cui nasconde una progettualità raffinatissima e metodica sulla quale, poi, finisce sempre per inanellare un capolavoro dietro l’altro.

Bjork’s video and app,

http://youtu.be/Wa1A0pPc-ik?

Street Art araba

Sarà per via della calligrafia, ma la streetart in arabo perde l’accezione fumettistica e ne guadagna in astrattismo e in bellezza.

VIAArab streetart is more beatyfull and abstract.

VIA

L’europa vista da lìL’europa from there

Benchè noi da qui non ce ne rendiamo conto, l’Europa è per la maggior parte dei paesi del mondo un luogo tecnicamente irraggiungibile.  C’è gente che non può nemmeno venire a visitare un parente, o vedere per una volta la Tour Eiffel. Blu (un bravo graffitista, merce rara) disegna il filo spinato invisibile che ci separa da quei milioni di persone che anelano questa terra, da lì’ fuori.Blu

Louise Despont

Louise Despont disegna trame inafferabili. Drawings, come si dice, che non sono altro che prospetti (o tappeti) in cui sopravvivono grafie ataviche, e senza memoria. Un po’ tecniche, un po’ decorative, a volte liberty, altre esoteriche, altre ancora arabe. In fondo sono solo disegni su carta fuori dal tempo, che non sia il tempo dell’astrazione geometrica.

Louise Despont

Le icone di Susan Kare

Susan Kare è quella che ha inventato e disegnato sostanzialmente la maggior parte delle icone che ci accompagnano tutti i giorni. Il cestino, la cartella, il documento, il pennello, secchiello e l’orologio. A ben pensarci, dopo 30 anni, questa ragazza di New York figlia di un college d’arte, ha pensato il vocabolario visivo del nuovo millennio: i geroglifici di un alfabeto digitale globale senza lingua, senza suono, senza parola.