Arte animata

Una delle cose più interessanti fra le esperienze visive della rete è quello che sta succedendo intorno al panorama delle Gif (è arrivato il momento di dirselo). C’è n’è per tutti: freak, nerd, gattini, animazioni, meme. Un enorme immaginario che vista la portata ha persino costretto Google a definirne le ricerche sul suo motore: animate.
Il calderone più bello, quello per cui io vado matto, e quello in cui Jamie Beck e Kevin Burg sono dei maestri, è quello che riesce a far stare sullo stesso piano l’arte (il quadro) e il cinema (la scena). Perchè in fondo  la gif non riesce mai a essere video (non avendo storia) ma siccome contempla un qualche tempo, e quindi un qualche ritmo, conserva nel minimo della sequenza quella bellezza del nondetto dell’immagine.
E se sai farlo, con sapienza, è una meraviglia.

 

Realtà diminuita

Da un po’ di tempo va di moda una certa oggettività nel raccontare le cose. Esseri secchi, oggettivi, controllare, usare pochi aggettivi, e dire le come come stanno.
E’ una cosa sana, in un paese dove non sai mai se stai leggendo una cosa “vera”, ma è altrettanto sano ricordare, come fa oggi Scarpa a proposito di Saviano, che la conoscenza del reale è una cosa complessa. La realtà non è una, e non è quella collettiva, ma esiste anche (e forse soprattutto) una realtà individuale. Ed esiste una profondità delle cose, delle esperienze, del reale, che solo l’invenzione, la fantasia, il racconto, il romanzo, sono in grado di restituire.
Fotografare, ovvero restituire un reale, “è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore” , diceva Cartier Bresson.

In questa frase c’è tutta l’ideologia della nostra epoca. Consiste in un’idea esclusivamente giornalistica della realtà, della vita, del mondo. I giornalisti, come dice la parola con cui si autodefiniscono, sono gli specialisti del giorno. La loro è una forma particolare di imporre il tempo: lo presentano in forma di ordine del giorno, lo giornalizzano, lo impaginano. [...]

La letteratura contrasta questa descrizione, questo tremendo falso ideologico che, con gli strumenti di una illusoria oggettività (illusoria perché impaginata, perché ordinata gerarchicamente), amplifica e rende reale l’ordine del giorno a forza di ripetizioni, grazie a un enorme apparato tecnoinformativo, onnipervasivo, che ribadisce e martella da mane a sera su pagine e schermi di ogni genere.

Qui si può leggere tutto.

 

Musica

Preso da un momento di follia assoluta ho raggruppato su questo sito una raccolta di musica napoletana.
Non quella trash: quella bella, quella che oramai ricordano e conoscono in pochi.
Via via nel tempo lo aggiornerò, con un criterio che, come tutti i criteri, è del tutto opinabile.

Redesigning the Save Icon

In effetti l’icona “save” con il floppy non ha molto più senso dopo dieci anni dalla scomparsa del floppy. L’idea di Aaron Delani è tutt’altro che stupida: l’icona cambia a seconda del flusso di lavoro dall’ultimo salvataggio. E a ben pensarci, quella di una interfaccia grafica updated, può essere una delle piccole sfide di domani.

Tutto piatto

Questa board di Pinterest è una delle più belle raccolte di cosa sta accadendo nel mondo della grafica digitale. Ovvero l’auspicabile scomparsa di ombre, allumini, riflessi, sbrilluccichii, scheomorfismi e tamarrate varie.

 

ps. Su questo, spiace dirlo, ma oggi Google batte Apple 3 a 0.

Natevo. Crowdsourcing design

E così anche il magico mondo del design comincia a rivedere i modelli di business.
Chiaramente, essendo l’italian design e non la Silicon Valley, è un modello più orientato all’offerta che alla domanda (riduzione dei costi di design e distribuzione). Ma è già un primo passo.

Natevo non commissionerà ai designer la produzione di nuovi concetti e prototipi, ma solleciterà la comunità del design a presentare soluzioni per elementi di arredo attraverso il suo sito (prerequisiti sono la riciclabilità dei materiali e la presenza di una fonte luminosa incorporata). I progetti, che una giuria riterrà possibile produrre, saranno realizzati in forma di prototipo e pubblicati sul sito, oltre che esposti fisicamente, a rotazione, presso selezionati rivenditori Natevo nelle maggiori città italiane.
Se entro un periodo prestabilito il progetto riceve un numero sufficiente di ordinazioni, allora entra in produzione e viene spedito agli acquirenti.

via Domus

L’appello per Boeri

Il numero e la levatura internazionale delle firme per l’appello a sostegno di Stefano Boeri è davvero notevole.
E’ vero che le firme degli intellettuali in politica contano poco, ma è anche vero che Boeri era l’assessore alla cultura, non allo sport. In quel ruolo, avere il sostegno del direttore della Tate, è come nello sport avere quello di Platini. E francamente non credo siano molti gli assessori del Comune di Milano in grado di smobilitare nel loro ambiente di competenza quelle energie, per se e per la città.
Decidere di perderle, per una giunta comunale, è un dato politico significativo, e soprattutto una mossa di dubbia lungimiranza. Per usare un eufemismo.

 

Radio Soulwax

Radio Saulwax è un progetto musicale web  curato da The Dewaele Brothers.
La selezione musicale è notevole (ma ne capisco poco) quello che mi ha lascia basiti è la cura dei video dei loro Dj set, o chissà come chiamarli.
In sostanza i loro video non sono altro che esperimenti visivi giocati su copertine di vinili vecchi, per lo più impensabili, mai visti, e via via sempre più sorprendenti.
Alle volte raggruppati per temi (tette e culi, per esempio) una volta messi sullo sfondo di sobborghi sudamericani o (il più bello) animati come gif, prima che diventassero di moda.
Non è chiarissimo se sia una boutade da dancehall o il colpo di genio dell’ossessionato. Vedendo la mostruosa ricerca, propenderei per la seconda.