Momenti di ordinario Social



Oggi a Milano mi seggo in metro, linea verde, passa la prima fermata e una donna si siede di fianco. Non la vedo in volto, vedo solo che è vestita in modo elegante ma non troppo, e comoda, da ufficio.
Appena si siede apre un iPad, e comincia a toccare con le mani, che sono mani di una donna sui 40. Apre facebook, e comincia a scorrere.
“I sogni vanno cercati, per poi essere presi”.
Like.
Scorre, qualche foto di cene, molti selfie, apre qualche foto, e clicca qualche like. Poi scorre ancora un po’, risale.
“Tre omicidi e non l’hanno ancora messo su una sedia elettrica? Che paese di merda!”.
Like.

 

Poi fa una cosa da esperti, ovvero apre il menu di sinistra, dove ci sono le pagine e i gruppi.
“Smart and fashion”, è il primo che apre. Ci clicca subito, cercava proprio quello.
Una lunga seria di foto di donne vestite. Non troppo alla moda o ricercate, ne troppo fashion. Eleganti ma comode, una specie di estetica da piccola borghesia senza pretese. Smart, pensa. Apre tutte le foto grandi, tutto schermo, e analizza con una certa accuratezza. Zoomando, qui e lì, a cercare il dettaglio di qualche bottone, o vai a capire.
Like.
Poi cerca fra le altre pagine a sinistra e apre “Sexy life”. Anche qui una lunga serie di foto di donne, non foto da studio, foto piuttosto normali. Ma stavolta meno smart, più sexy. E quindi giù un lungo elenco di intimo, scarpe, sottovesti, calze, eccetera. Cose piuttosto normali, niente di particolarmente erotico: giusto, qui e lì, qualche pallettes.
Like.
Poi chiude le pagine e i gruppi, torna allo stream in home.
Si imbatte in una foto di un foglio su una spiaggia. Su scritto “Mi piace pensare positivo”.
Like.
Chiude la custodia e infila in borsa. E’ la sua fermata.

 

Mentre la mia è un po’ più avanti, e ho giusto il tempo di fermarmi a guardare i giovani extracomunitari che affollano la metro. E pensare che hanno occhi belli e intelligenti e spero, un giorno, meno smart.

 





Post scritto da @roberto_marone il