Il web non genera mostri, i mostri ci sono



Della vergognosa immagine della “virtual lapidation” della giornalista dell’Unità si è detto già tutto, e ovunque.

Io continuo dopo giorni a pensarci, e continua a non tornarmi questa idea diffusa che il web tiri fuori il peggio del paese per decenni sopito. E che un leader pazzoide la incanali per convenienza.

È un idea che non mi convince, c’è poco da fare. Continuo a pensare che 30 anni fa, tanta rabbia, non esistesse. Non che esistesse chiusa nei tinelli delle periferie, e consumata negli screzi familiari. E che oggi sia aizzata da un mezzo, un movimento, un fuoco, che prende milioni di anime belle e le inferocisce come bestie da monta.

Se siamo onesti con noi stessi: non è il web che ha tirato fuori la barbarie, come fosse caduto un filtro della buon costume, né il Masaniello di turno a infocolarlo, ma un lunga serie di combinazioni economico/politiche che hanno reso le vite molto più difficili, molto più sole, e molto più propense alla rabbia.

Se alziamo la testa dal computer, e dalle nostre vite bene o male fortunate, lì fuori c’è davvero (ma davvero) un paese in condizioni disastrose. E al netto della nostra capacità di fare distinguo, analizzare, filtrare, è piuttosto vero che a grandi linee quell’impoverimento stia generando rabbia. E quindi cerca nemici (Europa, globalizzazione, politica, giornali, ecc).

Non è una cosa intelligente, o saggia, ma è ampiamente comprensibile.  Non è nata con il web, ne con Grillo, né con chissà cosa. Smettiamola di cercare un capro espiatorio. Quella mostruosità è un effetto di cause a cui siamo chiamati tutti. Nessuno escluso. E’ il mondo in cui viviamo, e tocca a chi è più lucido, e saggio, riportare tutti alla convivenza civile.

 

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Ho scoperto oggi grazie a Francesco Costa che hanno fatto un video leggendo tutti i commenti. Fa impressione.

 





Post scritto da @roberto_marone il