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Arte animata

Una delle cose più interessanti fra le esperienze visive della rete è quello che sta succedendo intorno al panorama delle Gif (è arrivato il momento di dirselo). C’è n’è per tutti: freak, nerd, gattini, animazioni, meme. Un enorme immaginario che vista la portata ha persino costretto Google a definirne le ricerche sul suo motore: animate.
Il calderone più bello, quello per cui io vado matto, e quello in cui Jamie Beck e Kevin Burg sono dei maestri, è quello che riesce a far stare sullo stesso piano l’arte (il quadro) e il cinema (la scena). Perchè in fondo  la gif non riesce mai a essere video (non avendo storia) ma siccome contempla un qualche tempo, e quindi un qualche ritmo, conserva nel minimo della sequenza quella bellezza del nondetto dell’immagine.
E se sai farlo, con sapienza, è una meraviglia.

 

Radio Soulwax

Radio Saulwax è un progetto musicale web  curato da The Dewaele Brothers.
La selezione musicale è notevole (ma ne capisco poco) quello che mi ha lascia basiti è la cura dei video dei loro Dj set, o chissà come chiamarli.
In sostanza i loro video non sono altro che esperimenti visivi giocati su copertine di vinili vecchi, per lo più impensabili, mai visti, e via via sempre più sorprendenti.
Alle volte raggruppati per temi (tette e culi, per esempio) una volta messi sullo sfondo di sobborghi sudamericani o (il più bello) animati come gif, prima che diventassero di moda.
Non è chiarissimo se sia una boutade da dancehall o il colpo di genio dell’ossessionato. Vedendo la mostruosa ricerca, propenderei per la seconda.

 

CHRIS BURDEN – METROPOLIS

Chris Burden non ha tanto bisogno di presentazioni (Tate, Gagosian, Whitney eccetera). E in ogni caso non è importante. Io non l’avevo visto, ma un paio d’anni fa ha messo su questa installazione semplicemente incredibile. Un enorme circuito di macchinine a girare a zonzo a tutta velocità fra modellini di palazzi. Come una scena la cui frenesia ha perso il senso del gioco, e intorno una città mezza ludica e mezza isterica, che ha perso il senno, e il senso.

 

 

Hollow

 

Come molti sanno Bjork  nell’ultimo album ha fatto degli esperimenti fra la musica e le nuove tecnologie biomediche, rappresentazioni tridimensionali di DNA, proteine, mescolate al ritmio (bioritmo) e altre diavolerie. Ne ha tirato fuori un app, delle basi musicali e un video. Quello che stupisce sempre, di Bjork, è la sensibilità  visiva dietro cui nasconde una progettualità raffinatissima e metodica sulla quale, poi, finisce sempre per inanellare un capolavoro dietro l’altro.

Bjork’s video and app,

http://youtu.be/Wa1A0pPc-ik?